Il Reishi non è “semplicemente” una cura, ma un rimedio in grado di agire a tutti i livelli e su tutto l’organismo. Per questo, per avere il massimo dei risultati, è preferibile utilizzarlo per lunghi periodi. Del resto, perché interrompere un trattamento che aiuta a stare meglio senza provocare effetti collaterali? L’ideale è assumerlo per tre-sei mesi al dosaggio corretto, in modo da diminuire l’eventuale sintomatologia presente e, soprattutto, da risolvere i problemi alla base, riportando l’equilibrio. Successivamente, per mantenere i risultati raggiunti, si può dimezzare il dosaggio, sempre sotto il controllo dell’esperto.

Chi non se la sente di assumerlo a tempo indeterminato può anche fare dei cicli di tre mesi, per esempio nei periodi di maggiore stress, come nei cambi di stagione. Occorre sapere, però, che in questo caso i benefici saranno minori, perché i nostri nemici, quali stress, batteri, virus, tossine, radicali liberi, continueranno ad agire anche nelle fasi in cui non si assume il Reishi, provocando qualche danno e accelerando l’invecchiamento.

Il Reishi non è indicato a chi vuole tutto e subito: serve del tempo perché il rimedio e l’organismo entrino in sinergia e inizino a “collaborare”, ricreando equilibrio, salute e benessere. Tuttavia, soprattutto quando l’organismo è meno in difficoltà, in due o tre settimane si possono già cominciare a captare i primi segnali di miglioramento, a livello di energia, sonno, serenità e di diminuzione di qualche malessere.

Il Reishi è molto potente ed efficace e potrebbe essere utile anche da solo, soprattutto in chiave preventiva. Ma è importante sapere che in associazione con altri funghi può avere un’efficacia di gran lunga maggiore, soprattutto nelle malattie, dove il lavoro di squadra moltiplica le azioni positive sulle cause e sui sintomi.

…Pizzicando qua e là sul libro ” I 4 poteri del Reishi e della Micoterapia” dr Walter Ardigò

 

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