Chemioterapia e Micoterapia

Gent.mo dott. Ardigò, ho scritto a Lei un po’ di tempo fa per un problema di cancro alla mammella, con asportazione e cure di chemioterapia. La paziente ha preso i funghi da Lei consigliati e gli effetti positivi ci sono stati: la chemio non sembra aver creato su di lei particolari problemi. Esami quasi tutti a posto, ma con cellule ancora presenti in zona polmone. Adesso deve sottoporsi a una biopsia al fegato per verificare che l’organo sia a posto.
Ho consigliato a questa persona di sospendere la chemioterapia e di non fare la biopsia, visto che gli scompensi sono pressoché assenti.
SONO SICURO, PENSO, che se non avesse preso i funghi oggi sarebbe un disastro.
Cosa pensa Lei di chemioterapia e radioterapia? Non pensa che se avesse preso semplicemente i funghi avrebbe sicuramente tratto molti più vantaggi, rafforzando il suo sistema immunitario?
Attendo con ansia un suo parere (che tengo molto in considerazione) e La ringrazio infinitamente.
Gentil.mo lettore,
è un argomento complesso e quindi va approfondito con attenzione. In generale, credo che si debba valutare caso per caso, in linea con quanto scrivono e pensano alcuni oncologi, che si rivelano cauti nelle loro conclusioni e in qualche modo vicini alla mia esperienza e sensibilità più di quanto possa sembrare. Per altri medici oncologi, invece, la chemioterapia rimane la terapia d’elezione, dunque indispensabile. In virtù della mia esperienza medica, posso soltanto dire che i funghi curativi sono davvero eccellenti, se affiancati ad altre “cure”, molto utili, come la digiuno terapia (vedi il celebre caso Breuss).
Potrei aggiungere molte altre considerazioni ma mi limito a osservare che il professor Sandro Veronesi, oncologo di fama internazionale, ha più volte dichiarato che la causa numero uno del tumore non è il fumo di sigaretta, ma l’alimentazione (si parla di 35 tumori su 100). Non solo. Ha sottolineato con forza che nei paesi dove l’alimentazione è vegetariana il tumore ha percentuali di incidenza bassissime.
La mia strada terapeutica pone al centro la micoterapia, l’alimentazione vegetariana, o quasi, ed eventualmente la digiunoterapia. Sono sicuro che se questi regimi “curativi” venissero adottati su larga scala, i tumori sarebbero meno frequenti e anche parecchio meno aggressivi, come documentano le pratiche cliniche in Cina, Corea e Giappone, dove la chemioterapia, pur presente, è “uno” degli interventi di cura possibili.
Nel mondo ci sono numerosi esempi che testimoniano il successo e i risultati di questi approcci terapeutici. Ma in quanti ne sono a conoscenza?
La speranza è che la ricerca e la comunità internazionale operino in maniera sempre più duttile e trasparente, in modo da permettere ai pazienti di avere maggiori strumenti di conoscenza e dunque di cura.

Cordialmente
dr Walter Ardigò

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