Se preferisci l’influenza

niente Shiitake

A volte si è così stanchi e abbattuti che persino una settimana a letto con l’influenza ci sembra una prospettiva non così malvagia da affrontare: lontani dalla routine ci sentiamo  coccolati e accuditi dai nostri famigliari, pronti e attenti più del solito a rispondere alle nostre esigenze: il termometro sul comodino, la spremuta sempre a portata di mano, le pastiglie da assumere a un certo orario, i numeri di telefono del medico o del pediatra, e poi il brodino vegetale oppure il riso in bianco. La verità è che questa non è affatto una soluzione che ci possiamo ragionevolmente augurare. Perché anche una semplice influenza indebolisce il nostro organismo.
Meglio affidarsi a Shiitake, “il vaccino anti tutti i batteri”, che combatte anche i virus.
Lo Shiitake è ricco della stessa sostanza di cui sono composte le cellule batteriche, le quali, come sappiamo, possono entrare in contatto con i globuli bianchi, e aggredirli.
Per dirla in parole ancora più chiare, i globuli bianchi di chi assume lo Shiitake risultano “allenati” a riconoscere e fagocitare i batteri in quanto altamente “riconoscibili”. Quando gli ignari batteri entrano in contatto con naso, gola, bronchi o anche intestino di chi si è “vaccinato” con lo Shiitake, trovano infatti un esercito di globuli bianchi allertati e pronti a eliminarli. Come sappiamo, infatti, quando le nostre difese immunitarie sono efficaci, i patogeni influenzali non riescono a penetrare, se non superficialmente. Il risultato è che ci ammaliamo assai più raramente rispetto a chi non possiede questa “barriera” protettiva.
Ma anche se ci ammaliamo, lo Shiitake è utile lo stesso, perché solitamente abbrevia il decorso della malattia e accelera la ripresa. Lo Shiitake non solo si può associare a qualsiasi farmaco antinfluenzale o antibiotico, ma si dovrebbe associare, visto che potenzia l’azione dell’antibiotico o dell’antinfluenzale.
Inoltre, grazie allo Shiitake: 
  • le difese immunitarie “vaccinate” raggiungono il massimo della loro efficienza ed evitano all’organismo convalescente di cadere in recidive;
  • i fermenti lattici – opportunamente nutriti – aumentano rapidamente;
  • l’organismo si depura, anche dagli effetti collaterali degli antibiotici o dei farmaci assunti durante l’influenza.
Questo metodo di prevenzione dell’influenza, anche se ancora poco conosciuto e studiato nelle nostre università, non è certo nato oggi, viene dall’antica sapienza orientale. Io l’ho scoperto grazie a viaggi di studio condotti a Shanghai e in Germania.

Cordialmente
dr Walter Ardigò

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