Epatite C: contro Agaricus, Reishi e Cordyceps il virus HCV indietreggia

L’epatite B è sempre meno diffusa, mentre l’epatite C rappresenta più del 60% delle malattie del fegato. Questo “virata” dall’epatite B all’epatite C (HCV) è tutt’altro che confortante, visto che il 20% dei casi di epatite C si manifestano con evoluzione in cirrosi e in carcinoma epatocellulare. Fortunamente, l’80% delle infezioni da virus HCV tende a rimanere latente.

Agaricus blazei. Studio sull’uomo

Questa ricerca è una delle prime al mondo sull’utilità dell’Agaricus blazei nell’epatite C, ma è anche, credo, la prima condotta sull’uomo. Il professor Grinde (Grinde, 2006) riporta due risultati:
Anche se la media (n = 5) titolo di virus è stato leggermente inferiore
Dopo una sola settimana di somministrazione ad alcuni pazienti, c’è stata una  diminuzione di copie di virus per ml da 5,8 milioni a 5,3, dato poco significativo. Ma il secondo dato, che il Grinde definisce “intrigante”, è che i globuli bianchi in una sola settimana avevano aumentato la sensibilità all’interferone (fino a 5 volte). Quindi, sia l’interferone prodotto dalle nostre difese, sia quello eventualmente somministrato come farmaco, associato all’Agaricus avrebbe un’efficacia maggiore.

Reishi

Il professor Huang si è posto il problema dell’urgenza di migliorare le terapie anti-HCV, dato che alcuni pazienti sono resistenti al trattamento con l’interferone-α.(IFN-α). Ha dimostrato che il Reishi contiene due classi di sostanze – terpenodii e   polisaccaridi – che hanno inibito in modo significativo la replicazione del virus dell’epatite C (HCV).

L’Università di Oslo conferma che l’Agaricus è utile anche nell’Epatite C

Presso l’Università di Oslo, l’équipe del professor Grinde ha già maturato una notevole esperienza nello studio dell’Agaricus. Precedenti lavori sui topi hanno dimostrato l’efficacia dell’Agaricus nella setticemia con peritonite (S Bernardshaw, 2006) e nelle malattie allergiche (Ellertsen, 2009). I risultati indicano quello che già si comincia a riscontrare nella pratica clinica, grazie alla diffusione delle informazioni e ai dati scientifici e sperimentali sempre più confortanti.

Cordyceps

In Oriente il Cordyceps è comunemente usato come coadiuvante nel trattamento dell’epatite cronica B e C. Gli studiosi ne conoscono il valore, anche se non mi pare siano ancora disponibili studi scientifici ufficiali. (Holliday, 2008)

Cordialmente
dr Walter Ardigò

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