Ignazio, 60 anni

“Il REISHI mi ha abbassato la Pressione Alta”

Ignazio 60 anni, il reishi mi ha ridotto la Pressione Arteriosa

Ignazio (nome di fantasia), sessantenne, è sposato e senza figli. In pensione da qualche anno, conduce una vita regolare, metodica, “anche troppo”, a sentire la moglie che, al contrario, è molto esuberante.
Ignazio è longilineo, attento alla salute, si alimenta con moderazione, non beve, non fuma, e tutti i giorni fa la sua regolare passeggiata. Ha sempre goduto di buona salute. Anche la madre porta bene i suoi 90 anni e sembrano uno la fotocopia dell’altro.
Una notte, improvvisamente, Ignazio sente che il cuore batte forte. Troppo forte. Il respiro diventa affannoso. Si reca al Pronto Soccorso, dove gli riscontrano un episodio di pressione alta: 170/110. Con un trattamento estemporaneo, la pressione si normalizza e Ignazio, anche se un po’ spaventato, può tornare a casa. Al momento della dimissione gli viene comunque prescritto di farsi seguire dal medico di base.
Con la sua consueta meticolosità e serietà, Ignazio segue le indicazioni ricevute, nella speranza che si sia trattato di un episodio sporadico. La pressione, però, non ne vuole sapere di scendere e oscilla vertiginosamente tra 160/105 e 150/95. Gli esami del sangue sono nella norma, ma dopo un periodo di osservazione il suo medico fa la diagnosi di Ipertensione Arteriosa e prescrive un beta-bloccante.
Ignazio, memore di quella notte in cui si è davvero spaventato, accetta di buon grado la terapia, “anche perché con tutto quello che si sente dire sulla pressione alta, bisogna premunirsi”.
Un mattino di due anni dopo, esattamente come tutte le altre mattine è al bar con un suo amico. Dopo aver bevuto un caffè, l’unico della giornata, mentre scambia qualche chiacchiera inizia a sudare, sente la bocca secca, le gambe gli tremano, una sensazione di vertigine lo invade. “Sembrava che il bar si muovesse come il ponte di una nave, in su e in giù” ricorderà poi.
Ignazio si agita e chiama la moglie, che lo porta di nuovo al Pronto Soccorso. La diagnosi è sempre la stessa, pressione alta: 200/120.
Lo rassicurano ancora una volta, gli somministrano un ipertensivo e la pressione si abbassa. Poi lo dimettono, con l’indicazione di tornare dal medico e di rivedere la cura.

Il suo medico chiede la consulenza del cardiologo

Questa volta, e visti i precedenti, il medico di Ignazio prescrive approfondimenti cardiologici tramite ECG, ECO-cardiogramma ed esami completi del sangue.
La diagnosi è Ipertensione Arteriosa Cronica. Lo specialista consultato somministra oltre al beta-bloccante anche un diuretico, un Ace-inibitore e del potassio reintegrare le perdite cui Ignazio va incontro. All’inizio i controlli specialistici si susseguono ravvicinati, poi sempre meno. Dopo qualche mese gli Ace-inibitori diventano due. Ignazio si sottopone agli esami del sangue, alla visita con l’ECG e con l’ECO-cardiogramma ogni 3 mesi, poi ogni 6 mesi.
Da quel momento, la Pressione Arteriosa si stabilizza per tre mesi e Ignazio ritrova la sua naturale sicurezza. Anzi, è finalmente rinfrancato, e non accetta più così di buon grado le 5-6 pastiglie che deve assumere ogni giorno, gli esami e le visite a ripetizione. Insomma, si sente un paziente cronico, anche se non riesce a capire come mai, senza motivo apparente, sia diventato iperteso.

Il REISHI mi ha ridotto la Pressione Arteriosa

Un giorno Ignazio si rivolge a me. È spaventato e confuso. Studiando il caso, mi era ricordato che a Tokyo, in Giappone, all’interno dell’Ospedale Universitario a un paziente iperteso era stato prescritto il Reishi per 6 mesi (circa 1400 mg di estratto) e la pressione, in effetti, era scesa di circa 20-30 unità.
Ho visitato Ignazio e gli ho consigliato il Reishi (1000 mg di estratto di Reishi e 1000 mg di polvere intera di Reishi) rassicurandolo sul fatto che la sua pressione, dolcemente e lievemente, sarebbe scesa di 1 unità al giorno. Si sarebbe poi rivolto al suo cardiologo che, costatato il miglioramento, avrebbe provveduto ad alleggerire la cura.

Conclusione

Il cardiologo, specialista scrupoloso e coscienzioso, nell’arco di sei mesi ha tolto due dei tre farmaci inizialmente prescritti. Ora Ignazio assume un solo farmaco antipertensivo ACE-inibitore. Gli altri due farmaci (l’ACE-inibitore e il Beta-bloccante) sono stati eliminati.
Il cardiologo si è meravigliato per il miglioramento inaspettato e ha chiesto a Ignazio se avesse cambiato qualche abitudine nell’ultimo periodo. Ignazio ha risposto di no, a parte l’assunzione di un integratore alimentare: il Reishi.

Scientificamente dimostrato

Il Reishi abbassa la pressione arteriosa solo se è alta. La diminuisce di circa 20-30 unità.

Studi clinico sull’uomo

Ricercatori giapponesi hanno studiato 53 pazienti in cura presso l’Ospedale Universitario di Tokyo (Surugadai Nihon). Hanno formato due gruppi di pazienti: il gruppo 1 con “ipertensione arteriosa essenziale” e il gruppo 2 con “pressione arteriosa normale” e hanno somministrato 6 cpr di Reishi da 240 mg (Reishi estratto) al giorno, per sei mesi.
Dopo i sei mesi di studio, i risultati riscontrati hanno dimostrato che il Reishi aveva abbassato la pressione sanguigna solo nei pazienti del gruppo 1, affetti da “ipertensione arteriosa essenziale” e senza effetti collaterali. Mentre era rimasta invariata la pressione nei pazienti del gruppo 2, “con pressione arteriosa normale”.
Vale la pena di aggiungere che il Reishi aveva leggermente abbassato il colesterolo totale in entrambi i gruppi di pazienti.

Risultati

Ancor prima del termine dei sei mesi di sperimentazione, i pazienti del gruppo 1 hanno ottenuto il ritorno della pressione sanguigna entro i valori normali o quasi normali (136,6/92,8).
La diminuzione della Pressione Arteriosa è stata di 20-30 unità nel 10% dei pazienti e di 10-20 unità nel 47,5% dei pazienti.
La pressione arteriosa si misura in millimetri di mercurio (mmHg).

Cordialmente
dr Walter Ardigò

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