Il Cordyceps difende da febbre e bronchite

gli abitanti del Tibet lassù a 4000 m

Come sappiamo, senza un apparato respiratorio forte e in salute, la vita sarebbe molto dura, per non dire impossibile, a 4000-5000 metri di altitudine. La scarsità di ossigeno e le condizioni avverse del clima farebbero insorgere frequentemente tosse, attacchi febbrili, focolai o polmoniti acute e croniche. Se il Cordyceps è fondamentale in Tibet – dove la bronchite o l’influenza possono degenerare in polmonite – non è superfluo ipotizzare che sia utile anche alla nostra salute, nonostante l’ambiente in cui viviamo sia completamente diverso. Non per questo più sano, però. Anzi. Sarebbe insomma il caso di fidarsi dell’esperienza di un popolo che da secoli e secoli – per sopravvivere in ottime condizioni di salute – ha dato sempre molta attenzione a segni clinici come febbre e infiammazione delle vie respiratorie. Solo così gli abitanti di quelle zone impervie riescono a superare un inverno gelido che dura nove mesi all’anno, da settembre a maggio.

E il nostro apparato respiratorio, come va?

L’inverno, si sa, è una stagione a rischio per molti di noi. Basta andare al cinema, dove i colpi di tosse si sprecano, o guardare i banchi vuoti negli asili e nelle scuole, per capire che i malanni, in particolari le infiammazioni delle vie respiratorie, possono diffondersi con estrema rapidità. Pensiamo agli anziani, che stanno chiusi in casa, spaventati dall’idea di prendere freddo. Se poi, disgraziatamente, si ammalano lo stesso, rimangono a letto giorni e giorni e impiegano settimane per riprendersi davvero, continuando a lamentare “presunti” dolori alle ossa, inappetenza, debolezza, fiacchezza.

Per togliere quest’infiammazione, Cordyceps è eccellente

L’ideale è prenderlo come prevenzione, perché in questo caso equivale a un potentissimo vaccino, efficace contro i virus influenzali o parainfluenzali, o batteri come gli streptococchi o Haemophilus influentiae, Stafilococco ecc. Se ci si ammala ugualmente, nessun problema: il Cordyceps rimane un efficace coadiuvante perché oltre a contribuire alla risoluzione di raffreddore, febbre, bronchite o polmonite, lo si può associare a qualsiasi farmaco, di cui riduce gli effetti collaterali.

Il Cordyceps attiva tutte le difese immunitarie

Come fa il Cordyceps, a proteggere le popolazioni del Tibet? Semplice, dando la “sveglia” al loro sistema immunitario, che diventa capace di sopportare le proibitive condizioni climatiche del luogo. Quando le difese immunitarie sono efficienti, infatti, è più difficile che un patogeno attacchi l’uomo, facendolo ammalare.
Il Cordyceps, in sostanza, attiva tutte le difese immunitarie, sia quelle locali, che si trovano nelle vie aeree superiori (naso, gola, tonsille, laringe e bronchi), sia quelle interne, rappresentate dai globuli bianchi e dal sistema di complemento, che nel 1800 era definito “il potere germicida del sangue”. Di quest’ultimo non si parla granché, ma la sua funzione è davvero importante: si tratta di una serie di proteine che, automaticamente, si attivano quando un patogeno entra nel sangue. Lo distruggono o lo catturano e lo consegnano ai monociti, che lo inglobano e lo distruggono a loro volta. È quello che accade se mettiamo dei batteri a contatto con una goccia di sangue.

I Cordyceps è il messaggio di salute, che ci regala il popolo tibetano

Se prendi iI Cordyceps fai prevenzione e tuteli le tue difese. In altre parole, difficilmente ci si ammalerà d’influenza. Non dà effetti collaterali, né interferisce con i farmaci. Potrebbe essere il rimedio base per l’apparato respiratorio e non solo. Ormai constato la sua efficacia da almeno otto anni e su centinaia di persone.

Echinacea, Zinco, Vitamina C? Rispetto ai funghi non c’è confronto

n altri post ho parlato che questo effetto potente del Cordyceps è garantito anche da altri funghi curativi, quali Reishi e Agaricus. Agiscono attraverso meccanismi simili, e sono usati con successo da millenni, quando ancora gli antibiotici erano ben lontani dall’essere inventati. Chi non li conosce fa fatica a pensare che siano più potenti di Echinacea, Zinco, Vitamina C o di altre piante. Invece è proprio così. Basti pensare che ciascun fungo ha al suo interno centinaia di sostanze benefiche per l’organismo. Reishi, per esemoio, ne ha 400, Agaricus più di 100.

Cordialmente
dr Walter Ardigò

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