Il Cordyceps migliora la qualità della vita

In uno studio del 1995, il professor Zhang, insieme a una decina di altri collaboratori, ha dimostrato che il Cordyceps ha migliorato notevolmente la qualità della vita in un gruppo di persone anziane, riducendo sette sintomi difficili da curare o ridurre con farmaci o terapie convenzionali. I sintomi presi in esame erano: la stanchezza cronica, l’intolleranza al freddo, le vertigini, la necessità di urinare frequentemente di notte, gli acufeni, il calo della sessualità e le amnesie. I 58 anziani reclutati furono divisi in due gruppi: il gruppo Cordyceps, trattato con 3 grammi al giorno per tre mesi, e il gruppo con placebo. I membri del primo gruppo migliorarono brillantemente la qualità della vita, gli altri non riscontrarono nessun miglioramento significativo.
Cordyceps
Placebo
Sintomonumero pazientimiglioratonumero pazientimigliorato
Intolleranza al freddo2889%205%
Stanchezza cronica2692%2714%
Vertigini2483%2326%
Acufeni1479%1526%
Frequente necessità di urinare di notte3259%2928%
Calo della sessualità2914%300%
Amnesia3126%300%

Il Cordyceps ha brillantemente migliorato la qualità di vita

Lo studio è stato condotto seguendo lo standard di ricerca ritenuto più rigoroso sotto il profilo scientifico, ossia in doppio cieco: né il medico né gli stessi pazienti erano in grado di sapere chi apparteneva al gruppo Cordyceps e chi al gruppo trattato con placebo.

Cordialmente
dr Walter Ardigò

Bibliografia

-Zhang Z, Huang W, Liao S, Li J, Lei L, Lui J, Leng F, Gong W, Zhang H, Wan L, Wu R, Li S, Luo H, Zhu F (1995): Clinical and laboratory studies of Jinshuibao in scavanging oxygen free radicals in elderly senescent XuZheng patients. J. Administration Traditional Med. 5(suppl): 14-18.
-Zhu JS, Halpern GM, Jones K (1998): “The scientific rediscovery of an ancient Chinese herbal medicine: Cordyceps sinensis Part I.” J. Altern. Complement. Med. 4, 289-303.
-Zhu JS, Halpern GM, Jones K (1998): “The scientific rediscovery of an ancient Chinese herbal medicine: Cordyceps sinensis Part II.” J. Altern. Complement. Med. 4, 289-303.

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