Conosciuto fin dai tempi antichi, il Reishi è apprezzato ancora oggi per la sua capacità di agire a tutto tondo, promuovendo la salute e il benessere dell’intero organismo.

Che cos’è il Reishi
Il Reishi è un fungo che cresce spontaneamente nei boschi, attaccato al tronco delle piante. È diffuso in molte parti del mondo, per questo è conosciuto dai micologi. Ha una consistenza legnosa e non è commestibile, ma nasconde al suo interno moltissime sostanze, apprezzate in Oriente per la loro capacità di aumentare la salute fisica e mentale. Non è un caso che il termine Reishi significhi fungo per la longevità o fungo per l’immortalità.
Le proprietà del Reishi sono talmente efficaci da renderlo un “super-rimedio”, in grado di agire su più organi contemporaneamente, al pari di quanto riescono a fare solo più farmaci o integratori combinati. Non esiste, infatti, alcun medicinale singolo dotato di un così ampio ventaglio di effetti curativi. Esso è antinfiammatorio, antistaminico, antivirale, depuratore e protettore della circolazione delle arterie coronarie, cerebrali, renali e tante altre cose insieme. Proprio per la sua potenza d’azione, nella cultura orientale il Reishi è considerato fin dai tempi antichi un portafortuna, come da noi è il quadrifoglio.

Un rimedio conosciuto fin dall’antichità
Il Reishi non è certo un rimedio moderno, al contrario vanta una tradizione millenaria. Era conosciuto e utilizzato già prima di Cristo, tanto che compare nel primo manuale di medicina cinese, la cui origine è attribuita al mitico imperatore cinese Shennong, vissuto intorno al 2800 A.C. Questo manuale, che è stato tramandato per via orale fino ai tempi di Cristo, quando è stato trascritto, descrive 365 piante medicinali o farmaci, tra cui ginseng, cannella, liquirizia, zenzero e Reishi, appunto. Esso era collocato tra i rimedi “stimolanti”, di “classe superiore” e senza effetti collaterali. Era utilizzato per curare efficacemente le malattie infettive, gli stati infiammatori, le malattie del fegato, le malattie del cuore, le malattie dei reni e molte altre patologie.
Il Reishi è presente anche nel Grande libro delle erbe medicinali (Pen-Ts’ao Kang-Mu), scritto verso la fine del 1500, nell’epoca della dinastia Ming (1368-1644), da Li Shizhen, considerato il più grande medico cinese. Il trattato analizza 1.094 piante medicinali e circa 11.000 formulazioni erboristiche, molte delle quali sono ampiamente utilizzate ancora oggi perché conservano una grande efficacia. Nel libro, e in generale in tutta la farmacopea tradizionale cinese, il Reishi è apprezzato soprattutto in quanto capace di tonificare l’energia psicofisica “Qi” e l’energia del sangue e del cuore “Xue”, di nutrire e tonificare lo stomaco, il pancreas, la milza, l’intestino, il metabolismo, il fegato, l’apparato renale e i polmoni, di eliminare gli accumuli di tossine, di disperdere il muco, di contrastare la tosse dovuta al freddo. Non solo. Il Reishi era impiegato anche a livello mentale e psicologico, per diminuire la disattenzione, per aguzzare l’intelligenza, per migliorare la memoria, per rafforzare la volontà, per rilassare la mente disturbata e senza riposo.
Il Reishi, in realtà, è diffuso un po’ ovunque, non solo in Oriente. Per esempio, alcune ricerche dimostrano che le popolazioni indigene del Messico lo utilizzavano sia come prevenzione sia come cura per le malattie cardiache. Ancora oggi, nelle erboristerie di Città del Messico, il Reishi è un rimedio usato comunemente.

…Pizzicando qua e là sul libro: “I 4 poteri del Reishi e della Micoterapia” dr Walter Ardigò

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