Intestino bloccato? Aiutalo con i funghi curativi

La stitichezza è una problematica talmente diffusa che molte persone tendono a considerarla normale e a sottovalutarla. Invece, non va assolutamente minimizzata. Innanzitutto, perché è fastidiosa e può influire in maniera negativa sulla qualità della vita. In secondo luogo perché, se trascurata, può comportare un danneggiamento progressivo delle funzioni dell’intestino e, di conseguenza, una riduzione dell’efficienza delle cellule di difesa che, per gran parte, sono localizzate proprio in quest’organo. Non solo: è bene sapere che molte delle tossine e impurità presenti a causa della stipsi riescono a raggiungere la circolazione sanguigna e si distribuiscono in tutto il corpo. Il risultato di questo processo? Compare un’escalation che dà origine a malattie intestinali ben più serie, come coliti, diverticoli, polipi e morbo di Crohn. Inoltre, possono subentrare patologie apparentemente scollegate dalla stipsi, come influenza, cistite, allergie, dermatite, mal di testa.
È un segnale di allarme da non sottovalutare
Ecco perché è importantissimo imparare a considerare la stitichezza come un segnale di allarme che il nostro organismo ci lancia per avvertirci che c’è qualcosa che non va. Di fronte a questo sintomo, non bisogna far finta di nulla e rassegnarsi, bensì fare il possibile per migliorare le cose. La micoterapia, la forma di cura basata sulle proprietà biologiche dei funghi, è preziosissima in questo senso. Infatti, è in grado sia di risolvere le manifestazioni sia le problematiche alla base.

I rimedi più indicati

Il fungo più efficace in assoluto contro la stipsi è l’Auricularia. Questo rimedio, infatti, riesce a liberare anche gli intestini più bloccati, infiammati e stitici, a causa di un’alimentazione scorretta (essenzialmente ricca di proteine animali: carne e latticini) e di malattie vere e proprie. Tutto merito dell’adenosina, un principio attivo presente nell’Auricularia, che combatte le infiammazioni intestinali e attiva la peristalsi, il movimento necessario alla digestione e all’evacuazione. L’adenosina agisce anche a livello psichico, contrastando l’ansia, uno dei nemici più temibili per il funzionamento dell’apparato digerente.
Alle persone che soffrono di stitichezza molto ostinata consiglio di iniziare con una dose elevata di Auricularia, così da avere benefici in tempi più rapidi. In questo caso consiglio di assumere da 8 a 16 grammi di polvere di Auricularia al dì, per qualche giorno, in modo da poter godere di un effetto sblocco molto veloce. Poi, una volta liberato l’intestino, si può ritornare gradualmente al dosaggio normale di 2 grammi al giorno, da usare per almeno tre mesi. La scelta dell’Auricularia in polvere, piuttosto che in compresse, è da preferirsi proprio per la funzione di sblocco che esercita sull’intestino.
Se è presente anche un gonfiore accentuato, può essere utile abbinare lo Shiitake, che agisce proprio contrastando il gonfiore addominale, rigenerando la flora batterica intestinale e rafforzando le difese intestinali. Per un’azione ancora più decisa, infine, si può associare il Reishi (Ganoderma lucidum), un fungo che, fra le altre cose, facilita il funzionamento dello stomaco e dell’intestino. Reishi e Shiitake possono essere assunti al dosaggio di due grammi al giorno in polvere o compresse, per almeno tre mesi.
Sempre utile l’associazione della Vitamina C per aumentare l’assorbimento dei principi attivi dei funghi.

Che cos’è la stipsi

La stipsi è un disturbo della defecazione caratterizzato da una ridotta frequenza dell’alvo. Si tratta, almeno in parte, di una problematica soggettiva: infatti, i modi e i tempi di evacuazione sono strettamente personali, per cui una persona può sentirsi stitica già dopo un giorno di mancata espulsione delle feci, mentre un’altra no. In linea generale, comunque, un soggetto è considerato stitico quando evacua meno di tre volte alla settimana, con emissione di feci dure, asciutte, difficili da espellere oppure quando le sue abitudini di evacuazione cambiano nel tempo (defeca con minore frequenza). La stipsi talvolta si associa a gonfiore intestinale. Infatti, il ristagno delle feci nella parte terminale dell’intestino favorisce il proliferare dei batteri della putrefazione, che producono gas, e ne ostacola l’espulsione.

Cordialmente
dr Walter Ardigò

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