Ipertensione Arteriosa e Funghi Medicinali

la nuova prospettiva

Gli scienziati hanno dimostrato che la Micoterapia è un’utile integrazione alle terapie convenzionali previste dalla medicina allopatica. Integrando alle terapie convenzionali per l’ipertensione arteriosa la prescrizione di Funghi Medicinali, si ottengono risultati interessanti (nei centri di ricerca universitari sono stati condotti studi prima sugli animali e poi sull’uomo, con esiti significativi). Esiti che possono sorprendere alcuni, non certo coloro che conoscono, ormai da decenni, le proprietà curative dei funghi.
La verità è che i funghi non abbassano la pressione arteriosa nei casi in cui, questa, si attesti su valori normali, perché il loro scopo – e la loro efficacia –  consiste nel riequilibrare le disfunzioni presenti nell’organismo.
I principi attivi principali sono:
  • l’Adenosina e la Guanosina, nel caso di Reishi Auricularia. I principali effetti riguardano
  1. un’azione di vasodilatazione significativa, che riduce la pressione arteriosa e spesso la normalizza (nei casi lievi e borderline). In un periodo che può limitarsi anche a 2-4 settimane, è possibile ottenere risultati interessanti.
  2. un’azione fluidificante del sangue, con attività inibitoria dell’aggregazione piastrinica.
  • alcuni terpenoidi: Reishi possiede le proprietà tipiche degli ACE-inibitori, capaci dunque di riequilibrare le cellule responsabili dei meccanismi renali di regolazione, in particolare sotto il profilo del rapporto tra angiotensina I° angiotensina II°, enzimi convertasi ecc.
  • altri terpenoidi, che possiedono rilevanti proprietà antinfiammatorie. Il beneficio maggiore è dunque un’azione di prevenzione nei confronti della formazione di placche di arteriosclerosi, all’origine – non va dimenticato – di tutti i danni successivi (alle coronarie, alla circolazione cerebrale e renale, con conseguente infarto ictus ecc).
Reishi e Auricularia, interviengono in maniera efficace sull’infiammazione delle pareti vascolari dovuta all’età, al fumo, al diabete, alla stessa ipertensione, allo stress, all’ansia, a tossine, alcool, e anche ad alcuni farmaci.
Bisogna poi ricordare un dato importante: le patologie cardiocircolatorie colpiscono nel 25% dei casi prima dei 65 anni di età e nel 75% dei casi dopo i 65.
Ancora più drammatico è il tasso di mortalità per infarto cardiaco e ictus nei paesi occidentali industrializzati. Negli ultimi anni le ricerche hanno fornito purtroppo numeri incontrovertibili: tra le cause di morte, più del 50-60% è dovuto a malattie cardiocircolatorie. E il trend è in continuo, inesorabile aumento.
  • Reishi
  • Auricularia
  • Polyporus

Reishi

In Cina è considerato un «elisir di lunga vita» per la sua capacità di rallentare i processi di invecchiamento. In particolare, è apprezzata la sua importante azione cardiotonica e ipotensiva.
In studi condotti su conigli e topi è stata dimostrata la diminuzione della pressione sistolica e diastolica. Il meccanismo di azione del Reishi (Ganoderma lucidum):
  • ha prodotto ipotensione con effetto dose-dipendente;
  • si basa sull’inibizione dell’attività simpatico centrale (Lee SY., et al. 1990).
L’attività anti-ipertensiva è dovuta ai 112 triterpeni identificati, ad azione ACE-inibitrice. Bisogna segnalare, in particolare, l’attività degli acidi ganoderici (B, D, F, H, K, S e Y), il ganoderale A, e il ganoderolo A e B, responsabili dell’attività ipotensiva.

Azione antiaggregante

Per la prima volta, uno studio ha dimostrato che l’Adenosina presente nel Reishi, nella misura di 40 mg/l00g di polvere, inibisce l’aggregazione delle piastrine.
L‘azione antiaggregante avviene inibendo il meccanismo di induzione della trombina sull’aggregazione piastrinica. (Akirashimizu et al. 1984)

Prestazioni sportive sostegno cardiocircolatorio

Gli alpinisti cinesi, assumendo Reishi, sono saliti sulle vette dell’Himalaya senza ossigeno, e ciò è stato reso possibile dalla maggior ossigenazione di cuore, cervello, muscoli e sangue assicurata dal fungo. Attenzione, non si tratta di doping, perché mentre quest’ultimo si avvale di sostanze che aumentano le prestazioni sportive intensificando lo stress (e dunque danneggiando l’organismo), il Reishi, al contrario, riduce lo stress sull’organismo garantendo migliori prestazioni (si parla di effetto adattogeno quando, in presenza di una condizione complessiva più sana ed equilibrata, l’organismo si rivela più efficiente).

Auricularia

Possiede, in particolare, azioni ipotensiva e antiaggregante.
Di questa azione la Medicina Tradizionale Cinese è consapevole da centinaia di anni. Oggi anche la ricerca scientifica ne ha confermato l’efficacia, non solo per l’ipertensione, ma anche come anticoagulante o «fluidificante», capace dunque di migliorare l’irrorazione di arterie e vene, e contribuire dunque alla prevenzione di trombosi e infarto.
Inoltre, la sua azione tende anche a ridurre i danni dovuti all’arteriosclerosi.

Polyporus

Consigliato in caso di gambe gonfie e circolazione del sangue.
È un diuretico risparmiatore di potassio, che riduce la pressione arteriosa, sostiene le pareti vascolari delle vene ed è utile quando si ha difficoltà circolatorie delle gambe e anche delle varici.
Favorisce il drenaggio linfatico, sia a livello circolatorio che di detossicazione della linfa, nella quale si accumulano ciò scorie e grassi.
Quando si assume questo fungo, è raccomandato associare la Vitamina C, perché ne aumenta l’assorbimento e dunque l’efficacia.

Il caso

Protocollo di terapia integrata in presenza di ipertensione:
Terapia convenzionale (d’ora in poi TP) + Funghi per la salute e il benessere
1° settimana: TP + Auricularia 1 gr. al dì e Cordyceps 1 gr. al dì
2° settimana: TP + Auricularia 2 gr. al dì e Cordyceps 2 gr. al dì
Andamento nel tempo:
solitamente si assiste a un graduale e dolce aumento della salute cardiocircolatoria, con valori di pressione che tendono ad abbassarsi, uniti a sensazioni di benessere cardiaco (aumento dell’energia).
Gli studi scientifici – ed è un punto importante – hanno dimostrato che a questa condizione fisica di ritrovato equilibrio corrispondono anche dati ECG (elettrocardiogramma) migliori. In parecchi di questi casi, il medico – avendo verificando un’evoluzione positiva del quadro clinico del paziente – riduce gradualmente le terapie chimiche convenzionali.

Cordialmente
dr Walter Ardigò

Bibliografia

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