L’Agaricus blazei riduce l’emoglobina glicata nel diabete

In caso di diabete, l’Agaricus, riducendo l’insulino-resistenza, abbassa il livello di emoglobina glicata, ossia il parametro più stabile e più affidabile che serve a monitorare l’andamento di questa patologia. Tanto più alta è la concentrazione ematica di glucosio nel sangue, tanto maggiore risulta la percentuale di emoglobina glicata.
Non solo. L’Agaricus migliora anche la sensibilità dei tessuti periferici all’insulina, con importanti conseguenze: le cellule rispondono meglio e permettono al glucosio di entrare nelle cellule, anziché di rimanere nel sangue. È in quest’ultimo caso, infatti, che si registra un aumento eccessivo della glicemia e dell’emoglobina glicata.
Si tratta di un risultato importante, che può essere d’aiuto a molte persone affette da diabete, anche perché l’Agaricus tende a migliorare i valori e a far regredire la malattia, mentre i farmaci ne rallentano solo l’avanzata.

Scientificamente dimostrato

Il prof. Hsu ricercatore presso il Centro di ricerca dell’ospedale universitario di Taipei (Taiwan), ha studiato, insieme ad altri colleghi, un gruppo di 60 diabetici ammalati da almeno un anno e in terapia da almeno 6 mesi con i farmaci Metformina e Gliclazide. Il risultato è che l’Agaricus ha ridotto l’emoglobina glicata nel diabete tipo 2. (Hsu CH, 2007). Vediamo come.

La metodologia in sintesi

I pazienti hanno continuato ad assumere Metformina e Gliclazide per tutto il periodo dello studio, solo che sono stati formati due sottogruppi. A uno è stato somministrato anche Agaricus, all’altro un placebo. È stata seguita la procedura del cosiddetto “doppio cieco”, che si verifica quando, in un esperimento scientifico, viene impedito ad alcune delle persone coinvolte (pazienti, ma anche gli stessi medici) di conoscere informazioni che potrebbero portare a effetti di aspettativa consci o inconsci tali da poter invalidare i risultati. È il metodo che assicura il massimo livello di rigore scientifico.

I risultati


Nel gruppo cui è stato somministrato Agaricus blazei, l’emoglobina glicata (HbA1c) è diminuita del triplo (-25%) , mentre nel gruppo che ha assunto placebo è peggiorata (nella misura dell’8%).
Tutto ciò mostra in maniera abbastanza incontrovertibile che l’Agaricus è riuscito a far funzionare meglio l’insulina, oltre ad aver diminuito l’emoglobina glicata (che, oltre a misurare l’andamento della malattia, monitora anche l’insorgenza di complicanze a livello cardiovascolare, renale, della retina).

La causa del diabete

Si chiama diabete di tipo 2, o diabete senile, perché tende a comparire più di frequente intorno ai 55-60 anni d’età. È definito anche diabete non insulino-dipendente, perché il pancreas produce ancora insulina, ma la glicemia tende comunque ad aumentare perché i tessuti periferici sono diventati meno sensibili a questo ormone.
L’Agaricus riesce invece a restituirgli la capacità di nutrire le cellule, che hanno bisogno di glucosio per funzionare in modo sano e per produrre l’energia necessaria.

Maitake soprattutto, ma Cordyceps e Reishi nel diabete sono altrettanto utili

Il Maitake è il fungo di prima scelta nel diabete, mentre Cordyceps e Reishi, come l’Agaricus, si rivelano un’ottima, possibile integrazione.
A mio avviso è davvero affascinante costatare come questi funghi, ossia dei rimedi naturali, agiscano in maniera così significativa sui valori alterati dell’emoglobina glicata e della glicemia. La cosa ancora più sorprendente è che non agiscono soltanto sui sintomi, ma anche sulle cause.
La natura, insomma, può fornirci strumenti straordinari per risolvere tanti problemi di salute. La chimica o la medicina allopatica questi problemi riescono a diagnosticarli, ad arginarli, quasi mai sono capaci di fermarli, di neutralizzarli del tutto.
Proprio per questo sarebbe sbagliato attendere di ammalarsi prima di utilizzare i funghi curativi. Forse val la pena giocare d’anticipo, perché prevenire è sempre meglio che curare.

Cordialmente
dr Walter Ardigò

Bibliografia

Hsu CH, Liao YL, Lin SC, Hwang KC, Chou P. (2007): “The mushroom Agaricus blazei Murill in combination with metformin and gliclazide improves insulin resistance in type 2 diabetes: a randomized, double-blinded, and placebo-controlled clinical trial. Journal of Alternative and Complementary Medicine 13 (1): 97–102.

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