Farmaci e funghi possiedono caratteristiche ben distinte, ma in grado di dialogare perfettamente tra di loro. Innanzitutto, agiscono attraverso meccanismi d’azione diversi ma complementari, che si integrano benissimo. I farmaci tendono a risolvere i sintomi in maniera diretta e abbastanza rapida. I funghi medicinali agiscono sui sintomi in maniera più graduale. Il farmaco agisce sempre e comunque, mentre il fungo solo se è presente un sintomo, con un’azione di tipo adattogeno. Il rimedio micoterapico è dotato, infatti, di “un’intelligenza selettiva”. Per esempio, la sua azione antipertensiva abbassa la pressione arteriosa solo quando è alta, ma non quando è normale: questo perché si limita a correggere ciò che è alterato e patologico. Ecco perchè non può produrre effetti collaterali. Invece il farmaco antipertensivo abbassa la pressione arteriosa in ogni caso, sia che essa sia alta, sia che essa sia nella norma. Per questo è meno maneggevole e va dosato attentamente, altrimenti può provocare effetti collaterali. Può capitare per esempio che anche una terapia antipertensiva adeguata, che controlla bene la pressione arteriosa di giorno, ne provochi una riduzione eccessiva di notte, quando i valori fisiologicamente si abbassano, provocando effetti collaterali come vertigini e disturbi dell’equilibrio.
… Pizzicando qua e là sul libro “I Funghi Medicinali in 240 malattie: Guida alla scelta”

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