Malattie della tiroide, funghi medicinali e latticini

I latticini, alterando il sistema immunitario,
possono provocare le malattie della tiroide,
ma i funghi medicinali sono in grado di riportare la ghiandola verso la salute.
Le due principali malattie della tiroide, di origine autoimmune, sono dovute – come spiega il termine stesso –  all’alterazione del sistema immunitario.
Tra le cause principali c’è il consumo di formaggi, yogurt e latte di origine animale. Stiamo dunque parlando di una situazione nella quale un certo tipo di alimentazione può essere all’origine della malattia.  Per fortuna ci vengono in soccorso i funghi medicinali che risultano essere efficaci nel riportare il sistema immunitario  a una condizione di equilibrio e di benessere.

Sono malattie autoimmuni

Queste patologie insorgono quando il sistema immunitario, alterandosi, attacca sé stesso, il cosiddetto “self“. In altre parole “impazzisce”, perché arriva a considerare una molecola dell’organismo non come un amico da difendere, ma come un nemico da attaccare.  In che modo lo attacca? Producendo auto-anticorpi contro sé stesso. Cosa sono gli auto-anticorpi? Normalmente, il sistema immunitario, attraverso un tipo di globuli bianchi (linfociti B) produce gli anticorpi,  le armi potenti attraverso le quali combatte i germi ostili, responsabili delle infezioni. Gli auto-anticorpi, invece, sono anticorpi alterati, patologici, che attaccano senza sosta una parte sana dell’organismo, causando danni. È quello che, in sintesi, succede nelle “malattie autoimmuni”.
L’organo colpito, la tiroide in questo caso, è insomma la vittima innocente del sistema immunitario alterato. Una cosa importante da sottolineare è che la tiroidite di Hashimoto e il morbo di Basedow non sono le uniche malattie autoimmuni oggi conosciute. Anzi, la ricerca scientifica degli ultimi decenni ne ha scoperte ormai circa 80, tra cui l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso, la sclerodermia e  tantissime altre.
I meccanismi che le causano sono simili e simili risultano essere anche le cure basate sui funghi medicinali con cui fronteggiarle.

La tiroidite di Hashimoto 

Scoperta nel 1912 dal  medico giapponese Hakaru Hashimoto, è una delle patologie tiroidee più frequenti ed è di gran lunga la prima causa di ipotiroidismo.  È caratterizzata dalla presenza di auto-anticorpi autoimmuni Ab-anti-TPO (anti-tireoperossidasi) e Ab-anti-TG (anti-tireoglobulina), che inibiscono gradualmente la produzione dei due ormoni tiroidei (T4 e di T3) portando progressivamente all’ipotiroidismo.

Il morbo di Basedow

È la più comune causa di ipertiroidismo e, benché dovuta a causa autoimmune come la tiroidite di Hashimoto,  presenta un quadro sintomatologico opposto.
Anche qui è la presenza di auto-anticorpi autoimmuni a produrre la patologia. Gli auto-anticorpi autoimmuni Ab-anti-TSHR (anti-recettore tiroideo del TSH) esercitano la stessa azione del TSH, l’ormone dell’ipofisi che stimola la tiroide a produrre i due ormoni tiroidei (T4 e di T3). A differenza del TSH tiroideo, però, stimolano la cellula tiroidea a produrre i due ormoni T4 e di T3 in eccesso, causando appunto ipertiroidismo.

Latticini e malattie della tiroide

Cosa c’entrano i latticini di origine animale con le malattie della tiroide? In realtà c’entrano eccome perché rappresentano la causa principale delle alterazioni del sistema immunitario.
Ai pazienti che soffrono di malattie della tiroide, di malattie autoimmuni o di altre malattie connesse all’immunità, come  per esempio le allergie, la rinuncia a questo tipo di alimenti è altamente consigliabile. Vale forse la pena ricordare che in Oriente, e in particolar modo in Cina  i latticini di origine animale sono  praticamente assenti da qualsiasi regime alimentare. Forse non a caso. Bisogna dire che da qualche tempo anche da noi cominciano ad essere messi in discussione quando si parla di salute. Alcuni  medici li sconsigliano non solo quando riscontrano l’intolleranza ai latticini, ma anche per motivi più generali.
Il latte materno, beninteso, è un ottimo alimento, risulta fondamentale durante l’allattamento perché contiene importanti sostanze immunostimolanti, ma è specie specifico: ciò significa che va bene dalla mucca al vitello, dalla pecora all’agnello e così via.  La stessa cosa vale per gli esseri umani: va bene dalla mamma al neonato. Contiene anticorpi naturali (lisozima) e immuno-globuline (tipo IgA e IgE) essenziali quando parliamo della stessa specie, ma che da una specie all’altra si comportano in modo un po’ ostile, come se fossero antibiotici, producendo la “sindrome dell’intestino permeabile”.
Caratterizzata da alterazione della flora batterica (disbiosi), e gonfiore, questa sindrome spesso porta anche a un deficit immunitario. Non solo. Rappresenta una premessa da cui originano varie condizioni patologiche: malattie infettive e autoimmuni, allergie, ma anche patologie cutanee, come acne e dermatiti, aumento di colesterolo e diffusione di tossine in generale nell’organismo, fegato in primis.

Funghi medicinali per le malattie della tiroide

I funghi medicinali rappresentano una cura efficace per le malattie della tiroide. In particolare si  utilizzano Shiitake, Reishi e Agaricus per riportare il sistema immunitario in salute. L’associazione di questi tre funghi costituisce un vero e proprio protocollo, chiamato “Immunità e Pelle”, che da dieci anni garantisce risultati positivi in tutte le malattie dovute alle alterazioni del sistema immunitario come pure nelle dermatiti.
Al tempo stesso la vitamina C è importante per aumentare l’assorbimento dei tanti principi attivi presenti nei funghi medicinali.
Nelle malattie autoimmuni questo protocollo di cura, contrasta  in maniera efficace e a volte elimina del tutto l’auto-aggressione del sistema immunitario sull’organo aggredito, sulla tiroide o sugli altri organi colpiti. Come? Riducendo e anche eliminando la produzione di auto-anticorpi patologici aggressivi.
Nella  tiroidite di Hashimoto, infatti, riduce gradualmente gli auto-anticorpi (Ab-anti-TPO e Ab-anti-TG), che tendono a rientrare nella norma. Semplici esami di laboratorio ci permettono di monitorare tale diminuzione. Venendo meno l’auto-aggressione, viene meno l’inibizione della cellula tiroidea, che  progressivamente torna a produrre normali quantità di ormoni tiroidei T4 e T3.
In maniera graduale si assiste dunque a un ripristino delle funzioni tiroidee precedenti la malattia e lo stesso ipotiroidismo si risolve. È importante sottolineare che persino nei casi più compromessi perché di lunga durata, anche se non si raggiunge una vera e propria remissione della malattia, si ottengono comunque cospicui benefici, perché di fatto i sintomi della malattia si alleggeriscono.
Similmente, Shiitake, Reishi e Agaricus riducono gli auto-anticorpi (Ab-anti-TSHR) anche nel morbo di Basedow,  i quali tendono di conseguenza  a normalizzarsi.
Ottenuto questo importante risultato, la cellula tiroidea  torna a produrre quantità normali di T4 e T3 e l’ipertiroidismo si risolve. Altre volte la patologia si alleggerisce, soprattutto quando la malattia va avanti da parecchi anni.
Consiglio di utilizzare il protocollo alla lettera, così da ottenere i risultati migliori. Ridurre o discostarsi dallo schema equivale a diminuire notevolmente il risultato della cura o ad allungare di molto i tempi.

Come agiscono

Shiitake, Reishi e Agaricus riportano le difese immunitarie al top della loro efficienza, esercitando  un’azione benefica non solo sul sintomo ma anche sulla causa stessa della patologia immunitaria. In particolare, Shiitake risana l’immunità intestinale (GALT: tessuto linfatico associato all’intestino), mentre Reishi e Agaricus rafforzano l’immunità periferica generale (MALT: tessuto linfatico associato a mucose e pelle), che presidia il resto dell’organismo.
Nel dettaglio:
•lo Shiitake nutre i fermenti lattici, ricostruisce la flora batterica intestinale sana, che è la base, da un lato del sistema immunitario intestinale (GALT) e dall’altro lato della salute dell’intestino;
•il Reishi contrasta la produzione degli auto-anticorpi patologici, potenzia il sistema immunitario generale (MALT) ed esercita una potente azione antinfiammatoria cortison-like. Inoltre, riduce lo stress e l’ansia, che spesso accompagnano le malattie della tiroide. Contrasta il nervosismo e la tachicardia,  assai  frequenti nell’ipertiroidismo (morbo di Basedow)
•l’Agaricus contrasta la produzione degli auto-anticorpi patologici e potenzia il sistema immunitario generale (MALT).

Shiitake, Reishi e Agaricus: effetti multipli

Questi tre funghi medicinali producono risultati eccellenti non solo nella tiroidite di Hashimoto e nel morbo di Basedow, ma, più in generale, nelle malattie autoimmuni, che – come abbiamo già sottolineato in apertura – sono accomunate  da un identico meccanismo auto-aggressivo.  Non solo.  Anche nelle patologie su base immunitaria e infiammatoria, il rafforzamento del sistema immunitario permette di contrastare un gran numero di patologie che insorgono nel nostro organismo semplicemente perché le difese immunitarie sono troppo basse. Shiitake, Reishi e Agaricus riescono quindi a contrastare malattie influenzali, infiammatorie, infettive, allergiche, riportando il sistema immunitario alla sua piena efficienza.
Il “Protocollo Immunità e pelle” è molto utile nelle malattie allergiche, dove produce risultati eccellenti,  ma anche nelle dermatiti.
I benefici prodotti  da questi funghi curativi sono molteplici, e non riguardano solo immunità e  pelle, perché ogni fungo esercita azioni  su diversi organi e apparati dell’organismo.
Reishi per esempio agisce in maniera positiva su fegato, cuore, cervello, aumenta l’energia personale, è antidepressivo, ansiolitico e utile per le irregolarità mestruali.
L’Agaricus aumenta l’energia personale, è antidepressivo, rimette in salute il fegato, è utile nel diabete, nel morbo di Parkinson ed è un brucia-grassi.
Lo Shiitake ripristina le funzioni dell’intestino rinvigorendo la flora intestinale, elimina il gonfiore, rafforza moltissimo i denti (contrasta la placca dentale e il tartaro) e le ossa.
Un’ultima, fondamentale considerazione: questi funghi medicinali possono essere  associati tranquillamente ai farmaci con notevoli benefici. Aggiunti alla terapia farmacologica convenzionale, infatti, non solo riducono gli effetti collaterali dei farmaci, ma migliorano i risultati della cura.

dr Walter Ardigò

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