Morbo di Crohn

MRS Maitake, Reishi e Shiitake

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica particolarmente aggressiva che produce ulcere sanguinanti. I sintomi possono essere gonfiore, diarrea, sangue nelle feci, perdita di peso. Ebbene, anche in questo caso è possibile ottenere con la micoterapia risultati davvero efficaci, che gli scienziati hanno confermato a più riprese, in studi molto rigorosi sotto il profilo scientifico. Oggi la micoterapia è in grado di fornire risposte di elevata attendibilità e non mi stupirei se la medicina, in un futuro molto prossimo, le adottasse come golden standard, cioè come protocolli base per curare le malattie autoimmuni.
Il Reishi, per esempio, può sostituire, con ottimi risultati, il cortisone: chi ha provato a farlo, lo sa bene. Chi è in cura con un cortisonico, aggiungendo il Reishi vedrà potenziata l’azione antinfiammatoria, senza che si manifestino effetti collaterali. Sotto il profilo terapeutico si tratta, a mio avviso, di una grande rivoluzione, che meriterebbe molta più attenzione da parte dei mezzi di comunicazioni e dagli addetti ai lavori…
Il Maitake ha la stessa efficacia antinfiammatoria della Sulfosalazina: riesce cioè a svolgere un’ottima azione antinfiammatoria a livello intestinale.
Lo Shiitake nutre e fa crescere a meraviglia i fermenti lattici. Di conseguenza, favorisce un ottimo ripristino delle funzioni dell’intestino, che non sarà più né gonfio, né pigro, né dolente.

Scientificamente dimostrato

Il Maitake ha la stessa efficacia antinfiammatoria della Sulfosalazina
Negli studi in vitro, il professor Lee, Farmacologo dell’Università di Yeungnam, in Corea, esperto e studioso del Morbo di Crohn e della colite ulcerosa, ha osservato che gli effetti inibitori del Maitake sono persino migliori di quelli della Sulfosalazina. Ma Lee non è stato il solo a ottenere questi risultati. Numerosi altri gruppi di ricercatori, sparsi nelle università di mezzo mondo, sono giunti a conclusioni simili.
Il professor Daddaoua, per esempio, Biochimico e Farmacologo dell’Università di Granada, in Spagna, ha confermato, in una delle pochissime ricerche condotte in Europa sull’argomento, l’effetto antinfiammatorio del Maitake (Daddaoua A, 2007).
Questo fungo risulta prezioso nel ridurre l’infiammazione e l’ulcerazione intestinale perché interviene su numerosi fasi della sua insorgenza. Passaggi che qui di seguito provo a schematizzare.
L’infiammazione intestinale ha inizio con l’attivazione dei globuli bianchi, che liberano il principale mediatore pro-infiammatorio (TNF-α), il quale attiva il fattore di trascrizione, NF-κB, che a sua volta attiva a livello del DNA la produzione di sostanze infiammatorie – come le citochine, e altro TNF-α e NF-κB –  responsabili della produzione di radicali liberi (ROS). Quest’ultimi sono indotti anche dal TNF-α e dal fattore di trascrizione, NF-κB, che infiammano e ulcerano, generando le lesioni dell’intestino.
Il Maitake blocca la liberazione del TNF-α e numerosi altri passaggi del processo infiammatorio, riuscendo ad arrestare l’evoluzione della malattia. Non solo. È utile anche nel contrastare l’eventuale aumento di peso, che l’uso di cortisonici, soprattutto se prolungato nel tempo, solitamente determina.
Il reishi è un antinfiammatorio pari al Cortisone, senza effetti collaterali
Il suo effetto è paragonabile a quello del cortisone, come ha dimostrato il professor Stavinoha, illustre farmacologo dell’Università del Texas. (Stavinhoa, 1991, 1996)
In altri studi, il Reishi ha dimostrato di poter svolgere una potente azione antinfiammatoria, simile a quella del Voltaren. (Soniamol J., 2009)

Chi lo prova si sta meglio

La risoluzione della sintomatologia infiammatoria risulta simile anche nell’esperienza clinica. La differenza tra farmaci tradizionali e rimedio naturale sta tutta, e unicamente, nella rapidità d’azione: in caso di necessità l’uso del cortisone permette di ottenere una risposta molto rapida. Il punto, però, è un altro. Nelle terapie croniche, il Reishi ha un’azione più lenta – richiede circa due settimane – ma dalla terza, quarta settimana in poi, l’effetto antinfiammatorio può considerarsi paragonabile a quello ottenuto dal farmaco. Con una differenza sostanziale: non si hanno effetti collaterali. Anzi, il Reishi evita quelle complicanze, più o meno importanti, che il cortisonico in genere provoca: irritazione allo stomaco, aumento della glicemia, osteoporosi.
Senza dimenticare che il Reishi fornisce anche più energia e benessere a tutto l’organismo.

Lo Shiitake è il top per i fermenti lattici intestinali. (Bae EA, 1997)

Lo Shiitake è risultato il fungo più efficace nel favorire la crescita dei lattobacilli. (Bae EA, 1997). Contiene il trealosio, il migliore fattore di crescita dei nostri fermenti lattici (Bifidobacteria brevis e Lactobacillus breve), sempre molto ghiotti di questo zucchero. La cosa stupefacente, per chi si occupa di micoterapia, è costatare che in natura il trealosio si trova solo in un alimento: lo Shiitake.
Questo fungo aumenta le difese immunitarie intestinali ed elimina molti batteri che causano fermentazione e producono gonfiore intestinale. Contiene anche fibre, benefiche per l’intestino. Ecco perché, con l’assunzione di Shhitake, il nostro intestino da pigro, irregolare e gonfio, torna, gradualmente, a svolgere le sue regolari funzioni.

Caso Clinico: Mariana 28 anni

Mariana ha 28 anni e di professione fa la psicologa. È sempre molto occupata perché riempie la sua settimana con un lavoro part-time presso una cooperativa, un tirocinio post-laurea e attività di formazione. Si rivolge a me nel bel mezzo di una recidiva del Morbo di Crohn. L’ennesima.
Come già accennato, le fasi di questa malattia presentano diarrea, sangue nelle feci, gonfiore. Per Mariana tutto ciò rappresenta un problema serio: i sintomi, spesso aggressivi, oltre a causarle dolore la condizionano sul lavoro, limitano le sue possibilità di movimento. È seguita da un medico specialista, che le ha prescritto dei cortisonici. Io consiglio di assumere Maitake, Reishi e Shhitake. I primi risultati positivi compaiono dopo circa due mesi, e si rinnovano con una progressione particolarmente rapida, facilitata anche dalla decisione – presa a questo punto dal medico – di abbassare il dosaggio del cortisone (in genere i tempi sono molto più lunghi). I risultati ematici si sono normalizzati. Risultano elevati gli indici infiammatori, come la VES e i monociti, carenti gli indici legati alla perdita di sangue, come anemia e ipoalbuminemia.
Mariana continua a prendere Reishi e Maitake, perché lo Shiitake, due mesi dopo la stabilizzazione, è stato sospeso. Da allora è passato più un anno e Mariana non ha più avuto nessuna recidiva. Si sente bene e con l’intestino in salute.

Cordialmente
dr Walter Ardigò

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