Il Reishi è in grado di esercitare un effetto antinfiammatorio nelle malattie croniche nelle quali il cortisone sembra essere un farmaco insostituibile.
Il prof. Stavinoha, farmacologo statunitense, e altri ricercatori texani per primi hanno scoperto che il Reishi ha lo stesso potere dell’idrocortisone, senza causare gli effetti collaterali tipici di quest’ultimo (Stavinoha W., 1991; Stavinoha W., 1995). Successivamente, le ricerche compiute dal prof. Kim, medico coreano, hanno svelato che l’azione antinfiammatoria del Reishi dipende dai quattro acidi ganoderici (A, B, G e H) che contiene e che questo fungo ha la stessa efficacia del diclofenac (un FANS) che è una delle molecole antinfiammato-rie più potenti e più usate in medicina.
Il Reishi, in sintesi, è in grado di risolvere la sintomatologia infiammatoria cronica, con un’azione simile a quella del cortisone, senza causare eventi avversi, nemmeno se usato per anni. Ma non solo. A differenza del farmaco tradizionale, ha anche la capacità di agire sulla causa dell’infiammazione alla radice. L’unico svantaggio è che agisce in tempi più lunghi rispetto al cortisone.

…pizzicando qua e là sul libro “I 4 poteri del Reishi e della Micoterapia” dr Walter Ardigò

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