Una ferita che sanguina

si apre un cantiere meraviglioso di riparazione

Quando capita di ferirsi con un oggetto e di procurarsi un taglio a una mano o un piede, non siamo solita immaginare la sofisticata regia che il nostro organismo predispone affinché la pelle si auto-ripari.
La prima reazione si ha nel sangue, che fuoriesce e staziona vicino alla ferita: si attivano segnali che iniziano i processi di coagulazione, e si formano delle reti di addensamento. Come se si dovesse riparare un muro che è crollato.
Avviene tutto con estrema rapidità e secondo passaggi molto precisi: la coagulazione, appunto, poi la formazione della crosta cicatriziale, infine il segnale – apparentemente innocuo, in realtà necessario – che ordina al sangue di arrestare il processo di coagulazione (perché ormai terminato) e al tempo stesso di riassumere la consueta consistenza.
Ovvio che in base alla buona riuscita o meno di tali processi, si hanno risultati di un certo tipo: una ferita che non si coagula bene potrà provocare un’emorragia.

Cordialmente
dr Walter Ardigò

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