Nella cistite cronica

il Reishi è un efficace antibiotico naturale

Escherichia coli: il Reishi è efficace (Sheena N, 2003)

La cistite è un’infezione acuta delle vie urinarie che può cronicizzarsi e le donne, com’è noto, ne rimangono più colpite rispetto agli uomini. Il germe maggiormente responsabile è l’Escherichia coli, un battere che dall’intestino, dove vive, raggiunge la vescica e le vie urinarie. Due gruppi di ricercatori hanno dimostrato che il Reishi è un efficace antibiotico naturale che non solo contrasta l’Escherichia coli, ma è utile nel combattere anche batteri responsabili di altre malattie infettive.

Azione Antibatterica

L’azione antibatterica del Reishi è doppia, diretta e indiretta. Il Reishi elimina infatti i batteri come fa un qualsiasi antibiotico ma, al tempo stesso, aumenta le cellule immunitarie deputate a contrastarli. Questa doppia azione è molto rilevante nel campo della micoterapia, perché i funghi curativi sono dotati di potenti rimedi immunostimolanti. Per questo motivo trovano ampio utilizzo nelle malattie infettive.

I principi attivi del Reishi

L’analisi chimica ha dimostrato che l’azione antibiotica naturale del Reishi si deve a: ganomicina, triterpenoidi, chinoni e polisaccaridi del Reishi, che svolgono un’attività antibatterica contro i batteri gram-positivi e gram-negativi e l’Helicobacter pylori. Questi sono i risultati di due studi significativi condotti da altrettanti gruppi di ricercatori: uno dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda (Gao Y, 2003), l’altro dai ricercatori del Centro di Ricerca sul Cancro, di Amala, in India. (Sheena N, 2003)

Le malattie infettive rappresentano ancora una sfida importante per la salute umana

Molte persone che sono affette da cistiti, faringiti, candida e influenza, spesso non riescono a liberarsene facilmente perché si tratta di malattie batteriche, talvolta insidiose. Nonostante gli indubbi e costanti progressi della medicina, e l’introduzione di sempre più efficaci terapie, bisogna ammettere che le patologie infettive costituiscono ancora oggi una sfida importante per la salute umana.

Gli antibiotici

La ricerca scientifica degli ultimi decenni ha messo a disposizione di medici e pazienti parecchi tipi di antibiotici, capaci di uccidere i batteri in maniera efficace. Peccato che non lo facciano in modo selettivo. Sembra un dettaglio di poco conto ma non lo è. Anzi, nell’ultimo decennio, sia l’Organizzazione mondiale della Sanità che altri istituzioni internazionali, hanno lanciato più di un allarme su questo fronte. Il motivo è semplice, e desta preoccupazione: se utilizzati male e per troppo tempo, gli antibiotici smettono di esercitare la loro funzione (tralasciando il fatto che sono di per sé tossici per l’organismo). I problemi principali che si possono presentare, sono due:
-effetti collaterali: colite, candida e micosi.
-antibiotico resistenza: l’uso indiscriminato del farmaco favorisce lo sviluppo di batteri resistenti, che si diffondono facilmente, e indisturbati, nell’organismo.

Da alcuni anni è rinato un travolgente interesse per le proprietà curative dei rimedi naturali (Gao Y, 2003)

Da alcuni anni si registra un nuovo, travolgente interesse per le proprietà curative delle erbe medicinali. I numeri lo dimostrano: sono in aumento costante le vendite di prodotti ricavati da erbe medicinali ma è cresciuto sensibilmente anche il volume degli studi e delle attività di ricerca in questo campo. I rimedi naturali, in particolare, vengono studiati perché rappresentano un approccio sicuro e utile nel trattamento delle malattie infettive, come documentano i risultati ottenuti con l’utilizzo del Reishi in studi in vitro.

Cordialmente
dr Walter Ardigò

Bibliografia

-Gao Y, Zhou S, Huang M, Xu A. (2003) “Antibacterial and Antiviral Value of the Genus Ganoderma P. Karst. Species (Aphyllophoromycetideae): A Review.” International Journal of Medicinal Mushrooms, Vol. 5, pp. 235–246
-Sheena N, Ajith TA, Mathew A, Janardhanan KK. (2003): “Antibacterial Activity of Three Macrofungi, Ganoderma lucidum, Navesporus floccosa and Phellinus rimosus Occurring in South India.” Pharmaceutical biology 41.8: 564-567.

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